Casa Missione

COME NASCE IL PROGETTO? 

Negli anni molti componenti del gruppo hanno svolto esperienze missionarie e al rientro hanno incontrato famiglie che, in Italia, scelgono di vivere con uno stile missionario (parliamo dei missionari a km 0 della diocesi, di alcune famiglie dell’Operazione Mato Grosso e dell’associazione Mondo Comunità e Famiglie).

Da qui è nato il sogno di avere a disposizione anche a Melzo una “Casa per tutti”, un luogo di fraternità, accoglienza e condivisione all’interno del quale la comunità intera diventa soggetto missionario che accoglie e che testimonia il Vangelo della comunione. Non sarà dunque solo la “Casa del gruppo missionario” ma la “Casa della comunità”, in cui ciascuno potrà spendere qualche ora del proprio tempo mettendosi a servizio degli altri, vivendo in condivisione ed educandosi all’attenzione verso il povero, oppure contribuendo ai vari bisogni della casa donando viveri e materiale di prima necessità.

Pensiamo che sia importante stabilire relazioni e creare dei momenti comunitari, un clima di condivisione e di mutuo aiuto sia tra gli ospiti della Casa sia tra le persone accolte e la famiglia che vive nella struttura e i volontari che la frequentano.

FINALITÁ E DESIDERI

Vorremmo che la Casa Missione fosse innanzitutto una CASA, un ambiente sereno in cui le persone accolte non vengono considerate utenti, clienti o malati, ma semplicemente ospiti che abitano la casa.

Vorremmo che fosse un luogo in cui tutti possono sentirsi accettati e rispettati, un luogo in cui trovare la speranza, il sostegno e l’aiuto di cui hanno bisogno per ritrovare l’autonomia, la dignità o per capire qual è la strada che vogliono percorrere.

L’aggettivo “MISSIONE” indica la nostra intenzione di mantenere sempre uno sguardo aperto, rivolto anche alle esigenze di chi è lontano da noi. L’avvio di un progetto in Italia non andrà in alcun modo a influire sul nostro impegno per i progetti nel resto del mondo.

Vorremmo essere una risorsa per la comunità e una porta aperta sul territorio, creando un rapporto di collaborazione e di fiducia con le istituzioni di Melzo e dintorni per andare incontro ai reali bisogni della città.

IL FILO CONDUTTORE: L’ACCOGLIENZA

Dopo aver riflettuto sui bisogni del nostro territorio e sulle nostre capacità ed esperienze, abbiamo individuato due tipi di accoglienza:

  • accoglienza di persone richiedenti protezione internazionale;
  • accoglienza di single o famiglie che si trovano temporaneamente in situazioni di difficoltà, per motivi diversi, che ci vengono segnalate dai Servizi Sociali o da organizzazioni come la Caritas, i centri di ascolto o enti privati.

La nostra accoglienza vuole garantire assistenza, protezione e integrazione a queste persone, insieme agli strumenti necessari perché possano costruire il proprio progetto di vita. Abbandonare dunque un approccio di tipo emergenziale e parlare di buona accoglienza, che dà spazio e tempo ai percorsi di integrazione e che considera le persone come soggetti capaci e portatori di risorse.

Importante la preparazione del contesto territoriale: è imprescindibile un coinvolgimento delle istituzioni locali, senza le quali il progetto non ha probabilità di realizzarsi.

Il territorio sarà coinvolto tramite dibattiti, social network e incontri aperti alla cittadinanza, poiché siamo convinti che l’arrivo del nuovo debba sempre essere annunciato, e preparare un contesto significa porre le basi per lo sviluppo di un consenso. Vogliamo aprirci alla diversità, in uno sforzo reciproco di conoscenza e di convivenza che può produrre benessere per tutti.

A seguire gli ospiti sarà una famiglia del nostro gruppo, che vivrà nella Casa Missione per gestirla e per essere il punto di riferimento per coloro che verranno accolti.

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